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Natale tutti insieme. Le iniziative previste per le festività natalizie.

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Natale tutti insieme. Le iniziative previste per le festività natalizie.

On line il calendario degli eventi previsti per "Natale tutti insieme", realizzati dalle Associazioni locali con il Patrocinio del Comune di Atzara. Un calendario ricco di eventi per grandi e bambini

Si inizia il 23 dicembre con il "Concerto di Natale" organizzato dal Coro Polifonico di Atzara in collaborazione con la Parrocchia Sant'Antioco Martire.

Nel suggestivo scenario della Chiesa Sant'Antioco, alle ore 18, sono previste le esibizioni del Coro Polifonico Santa Cristina di Bonarcado, del Coro Polifonico Monte Gonare di Orani e del Coro Polifonico di Atzara.

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Il 27 dicembre, presso il Salone Parrocchiale alle ore 16, è previsto lo spettacolo Cartoon & SuperHero, a cura della Consulta per le pari opportunità e dell'A.C. Atzara.

Lo spettacolo prevede giochi e balli di gruppo. I bambini e gli adulti saranno coinvolti in giochi di gruppo e la serata sarà animata da Superman e WonderWoman, all'interno di un affascinante gioco di luci e colori. 

Il 28 dicembre, presso il Museo del Vino, alle ore 20.30 è prevista la proiezione del Film Brooklin di John Crowley, a cura della Consulta per le pari opportunità e dell'A.C. Atzara.

Ellis stà per partire per l'America, in Irlanda sembra non avere un futuro e la famiglia, aiutata dal prete, la spedisce nel nuovo mondo in nave. Sono gli anni '50. A New York si ambienta a fatica e combatte con un'insopprimibile nostalgia fino a che non conosce un ragazzo italoamericano. Quando la morte dell'unica sorella, rimasta in patria a badare alla madre, la costringerà a ritornare brevemente a casa si accorgerà di quanto di sè ha lasciato in quei luoghi e di quanto il fascino di una vita lì, in quel mondo che ora le sembra lontano da quello moderno ma poco elegante e poco composto dell'America, sia ancora forte in lei.
Non vuole inventare niente Nick Hornby, che adatta per lo schermo la storia di un'emigrante che lotta prima contro la nostalgia e in seguito per affermare il proprio diritto a una vita indipendente. Semmai vuole ripercorrere orme più grandi, lasciate da molti prima di lui. Forse proprio per la ragionevole umiltà artistica, unita alla consueta arroganza intellettuale dei suoi testi che non si vergognano di intendere i sentimenti come materia complessa che fiorisce in persone semplici, Brooklyn suona così riuscito. Del melodramma questo film così fieramente tradizionalista ha tutto, dalle malattie alle angherie fino al doppio amore e all'insopprimibile dilaniamento dell'animo, ma è anche evidente che questa celebrazione dell'America come mondo nuovo, non solo oggettivamente ma anche soggettivamente per la sola vita della protagonista, cela il desiderio di avere una scusa per scrivere il più naive e dolce degli animi femminili. Non un film quindi che martori la donna per confermarla come punto d'attrazione della sofferenza emotiva, corpo vessato dal dolore, ma ammirazione per un animo mite e distinto, funestato dai sentimenti.
C'è una qualità commovente nella dimessa eroina di Saoirse Ronan, nella sua dignitosa compostezza e nella maniera inibita con cui cerca il proprio posto nel mondo. Sul suo fisico gracile ("Attenta che agli italiani piacciono le donne in carne", la avverte la sua datrice di lavoro) non si abbatte però solo lo struggimento del melò. Brooklyn sta molto attento ad usare i suoi colori caldi e i cambi di paesaggio (dall'Irlanda a New York e ritorno) per cercare di espandere la passione per i sentimenti incontenibili anche all'eccitazione della gioia o all'estasi dell'appartenenza. 
Nonostante le necessarie difficoltà presenti nella trama, in Brooklyn emerge soprattutto un percorso di purificazione verso la positività, il lavoro necessario a guadagnare una propria identità indipendentemente da quelle conferite da patria e famiglia. Addirittura anche la consueta figura malefica, la persona che vuole male alla protagonista e si frappone tra lei e la felicità creando l'intreccio, occupa un ruolo marginale, perchè Brooklyn lavora sulle conquiste più che sulle perdite.
Non è un caso ovviamente che la costruzione di una vita autonoma, lontano dalla terra d'origine, coincida con la costruzione di un'identità nazionale per uno stato che l'ha disegnata intorno alla multiculturalità. Il posto dove tutti da tutti i luoghi del mondo possono costruire se stessi (il sogno americano declinato anche in chiave minimalista, ambire ad un posto da contabile) è stato definito proprio da questa eterogeneità. Nel raccontare di Eilis dunque Brooklyn racconta dei luoghi che attraversa, degli uomini dolcemente rassegnati d'Irlanda (non sempliciotti ma "eleganti e composti"), delle donne disinibite e delle necessarie forze conservatrici che le tengono a bada. Il period movie di Hornby e Crowley è dunque perfetto, muove dei singoli per narrare una comunità e uno stato con il fine di mettere in scena una precisa fase storica nel suo portato romantico. Una volta tanto non è la qualità delle ambizioni a fare la differenza, ma la capacità di maneggiare la materia più semplice con la giusta delicatezza.

il 29 dicembre, presso il Salone Parrocchiale dalle ore 15.30, è previsto l'allestimento di un Parco Giochi gonfiabili, a cura della Consulta per le pari opportunità e dell'A.C. Atzara.

All'interno del Salone Parrocchiale sarà allestito un vero e proprio Parco giochi gonfiabile, un percorso divertente dove i bambini potranno cimentarsi con i percorsi creati per l'occasione. Il tutto con lo zucchero filante e i pop corn per tutti.

Il 3 gennaio, presso il Salone Parrocchiale alle ore 17.30, è previsto lo spettacolo Magica Stefy, a cura della Consulta per le pari opportunità e dell'A.C. Atzara.

Lo spettacolo, rivolto ai bambini e agli adulti, allestito dall'artista Magica Stefy, consiste in una serie di numeri di prestigitazione, incredibili apparizioni e sparizioni di foulards, palline, carte, fiori e altri oggetti. Il tutto sarà eseguito all'interno di una narrazione fantastica e di attività ludiche. I bambini saranno chiamati a suonare le percussioni. Accompagnato da effetti sonori e musiche, lo spettacolo sarà molto divertente, comico e coinvolgente, in modo tale da rendere gli spettatori dei protagonisti.

Il 5 gennaio, presso il Museo del Vino, alle ore 20.30, è prevista la proiezione del Film "Noi siamo Francesco" di Guendalina Zampogna.

Francesco è un ragazzo disabile privo delle braccia. Frequenta l'università con profitto ed è sempre affiancato dall'amico e compagno di studi Stefano, un (apparente) buontempone che si prende molta cura di lui. La madre Grazia e la tata circondano Francesco del loro affetto, fin quasi a soffocarlo, e le giornate del ragazzo trascorrono fra gli studi e i sogni di una prima volta che tarda ad arrivare. Sarà l'amorevole invadenza materna a decretarne l'arrivo, o la presenza di una compagna di università, troppo timida per farsi avanti da sola?
Noi siamo Francesco è il secondo lungometraggio di Guendalina Zampagni che ha alle spalle una lunga militanza come assistente alla regia, ed è costruito su una sceneggiatura (sempre della Zampagni) finalista al premio Solinas. Queste solide basi sono fondamentali per smarcare il film dal pericolo più grande: trasformare la storia di Francesco in un trattato semisociologico sulla disabilità. La storia invece è delicata e convincente, i personaggi ben delineati e recitati (soprattutto Stefano, l'amico di Francesco, interpretato da un giovane attore di razza come Gabriele Granito), le ambientazioni credibili, e la "localizzazione" della vicenda in una Puglia riconoscibile per cadenze e interazioni umane rende l'apporto della Apulia Film Commission non meramente economico. 
L'intercalare del racconto della "prima volta" da parte di tutti i personaggi, compresa l'anziana tata (l'ottima Mariolina De Fano), allarga lo sguardo dalla sessualità potenzialmente problematica dei disabili alla goffaggine sessuale di ognuno di noi. Ma di sessualità e disabilità Noi siamo Francesco parla con franchezza, sensualità e rispetto, senza mai arretrare e senza cadere negli -ismi più pericolosi (pietismo, voyeurismo, manicheismo, per citarne solo qualcuno). 
La regia è competente e mai invasiva (ma mai emotivamente distante), gli interpreti di maggiore esperienza - Elena Sofia Ricci in un ruolo che, senza la sua simpatia naturale, risulterebbe ingrato, il sempre affidabile Paolo Sassanelli (dalla cui talent factory proviene Granito) e Luigi Diberti - si amalgamano con il cast di giovanissimi dalla recitazione spontanea, fra cui Mauro Racanti nei panni di Francesco si distingue per la capacità di calarsi in una condizione fisica che non gli appartiene (complimenti agli effetti speciali).
Una bella prova, elegante e misurata, delicata e carnale, un modo originale e sincero di parlare di amore, prima ancora che di disabilità.

Il 6 gennaio, presso la Piazza San Giorgio, dalle ore 17.30, è prevista la Grande festa della Befana a cura della ProLoco di Atzara.

La Befana arriva ad Atzara, con i giochi gonfiabili, balli, musica e tante sorprese per i bambini. Sarà una Festa divertentissima per grandi e bambini. 

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