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Tratto da:
GUIDA AL TERRITORIO itinerari naturalistici G.A.L. Barbagie e Mandrolisai
– testi e foto a cura di: Ing. Francesco Sau, Dr. Pierluigi La Croce, Nanni Marras, Dr. Ignazio
Sau e col coordinamento di E.L.S.A. snc di Luca Sau.
Il territorio di
Atzara è caratterizzato dalle colline, in cui i vigneti si alternano ai pascoli ed
ai boschi, si apre al visitatore con il verde delle sue campagne e con i colori chiari dei casolari
di campagna disseminati un po' ovunque a segnalare l'intenso rapporto con la terra dei suoi
abitanti.
L'itinerario proposto nel territorio di
Atzara si propone per un aspetto come una visita al centro storico, che presenta
notevoli motivi di interesse legati ai tanti elementi architettonici di influenza spagnola che
caratterizzano non solo le chiese principali ma anche diverse abitazioni, e per l'altro come
un'escursione nelle sue campagne, nei viottoli e nelle strade disseminate tra le vigne che così
intensamente connotano il paesaggio di questo borgo prevalentemente agricolo. Il centro storico di
Atzara, che purtroppo a causa di interventi di ristrutturazione tuttora in corso
ha perso molte delle caratteristiche che lo rendevano unico, conserva tuttavia molti degli elementi
stilistici di ispirazione spagnola che lo contraddistinguono. Fra questi esempi è da citare
l'antica
Casa Parrocchiale, coeva del
Palazzo dei Conti di San Martino, che conserva molti degli stilemi del gusto catalano che
ha caratterizzato gli edifici del XV e XVI secolo nel centro dell'Isola. Notissime, in quanto
riprodotte su numerose pubblicazioni, le finestre con stipiti e timpani in tracheite scolpita, i
cui elementi principali sono stati spesso mutati in altre architetture minori.
II nostro itinerario prende perciò il via dalla
Pinacoteca
Comunale di Arte Moderna e Contemporanea Antonio Ortiz Echagüe
sito nella omonima piazza, uno stabile recentemente ristrutturato dall'Amministrazione
Comunale ed adibito a pinacoteca.
Sull'altro lato della strada spicca la bel la casa padronale già della famiglia Tolu. degna
di nota per la sua architettura vagamente liberty e peri balconi in ferro battuto e gli originali
elementi decorativi sul portone di ingresso e sulle finestre.
Si attraversa quindi la strada principale e ci si trova in un'ampia piazza costruita quasi come
un anfiteatro dove si affaccia l'antica
Chiesa di San
Giorgio
. Si procede sulla
Via San Giorgio e poi sulla
Via Su Conte.
Nel cortile, o per meglio dire nel patio, di un'antica casa situata sul lato destro della
strada per chi sale, una volta Palazzo dei Conti di San Martino, si può ammirare un interessante
pozzo, a base quadrata, sormontato da una cupola rivestita di coloratissime maioliche di produzione
locale.
Si prosegue sulla
piazza Sant'Antioco dove sorge la bellissima parrocchiale. Legata stilisticamente al
periodo della dominazione spagnola la
Parrocchiale
di Sant'Antioco
, è impostata su eleganti archi gotici a tre navate e arricchita nella facciata da un
largo rosone finemente ornato. Assai pregevole, la Chiesa, è in stile pisano-aragonese con
l'interno gotico. Pregiate le opere di oreficeria. La facciata, tutta in trachite, è di forme sarde
(rettangolare e merlata); notevole anche il rosone in stile italiano. I due portali, quello
principale e quello laterale, sono impreziositi da due interessanti altorilievi in legno realizzati
dall'artista belvieseTonino Loi.
Tutto il viottolo sulla sinistra della Chiesa è un susseguirsi di vecchie case, tipicamente
contadine con l'ampio portone di ingresso ed il cortile o loggiato chiuso da poderosi muri di
cinta. Di fronte alla Chiesa sorge una vecchia palazzina con una finestra arricchita da un
davanzale in trachite vagamente stilizzata e una pietra con elementi decorativi ricavati intorno ad
una croce incisa sulla pietra stessa. Si procede verso la
via Eleonora e prima di imboccare la strada che dalla periferia del paese ci condurrà
verso il sentiero naturalistico per le campagne di
Atzara c'è il tempo per ammirare su un'altra interessante abitazione padronale, la
casa
Muggianu, due notevoli finestre, di stile aragonese. Dalla
Via Eleonora si procede in discesa verso sinistra.
A circa 200 metri al primo bivio occorre svoltare a destra.
Possiamo osservare alcuni alberi di noci e di fichi. Dopo altri 60 metri incontriamo un altro
bivio a sinistra. Noi ci dirigiamo a destra e dopo altri 180 metri troviamo ancora un bivio. A
questo punto imbocchiamo, in località
Su
Cannitzu, il sentiero a sinistra, che comincia a salire sul fianco della
collina. La pendenza è notevole ed il sentiero è stretto tra due muri a secco e qualche rada siepe
di fichi d'India. Ai muri a secco, dopo qualche centinaio di metri, si alternano i cespugli di
rovi. Il fondo roccioso e la pendenza non consentono un passo sostenuto e ci costringono a
camminare con cautela. Il paesaggio comincia a mutare quando incontriamo le prime vigne e tratti di
boschi di roverelle e sughere. Dopo aver percorso 500 metri su questo sentiero si incrocia la
strada asfaltata che dal paese sale verso la localita
Laonisa
. Sulla strada asfaltata si svolta a destra per circa 200 metri sino ad incrociare, sulla
destra, un altro sentiero che sale repentinamente verso la montagna. Lo imbocchiamo e procediamo
sullo sterrato per circa 100 metri fino a che la strada, piegando leggermente a sinistra, non si
restringe diventando uno stretto trattura. Procediamo ancora per circa 300 metri fino al punto
panoramico nella località
Santa Vittoria
. Da uno spuntone dì roccia, dove è stata infissa una croce in metallo, possiamo
osservare le campagne ed i paesaggi intorno. Leggermente alla nostra destra, il bellissimo panorama
di
Atzara, con le vigne ed i campi coltivati appena a valle delle abitazioni; un po'
più a sinistra, seminascoste dalle alture davanti a noi, le case di
Meana Sardo, ancora più a sinistra i boschi di roverella della montagna di
Serra Sa Costa
. Opposto ad
Atzara, in direzione Nord-est, il panorama delle alture di
Sorgono e più lontani i monti di
Tonara. Nella vallata opposta al paese ancora vigne e campi coltivati separati da
filari di pioppi e salici e da qualche siepe.
Dopo il punto panoramico la strada procede non più in salita. Camminiamo per oltre mezzo Km, tra
boschi di querce e roverelle, fino ad un bivio. Dobbiamo svoltare a sinistra. Sulla destra un
cancello delimita l'accesso ad un fondo privato. A circa 150 metri, sulla sinistra, c'è una fonte,
"Funtana Su Mraghine"
appena sotto il profilo della collina, all' ombra di due imponenti castagni. Con
attenzione e richiudendo opportunamente il cancello si può naturalmente entrare per bere. Si
prosegue, come già detto, a sinistra per un altro mezzo Km. Da questo punto il sentiero diventa
decisamente più agevole e tra vigne e boschi di querce fanno capolino anche macchie di noccioli e
radi castagni. Incrociamo nuovamente la strada asfaltata che sale dal paese verso
Laonisa
. La imbocchiamo e procediamo verso sinistra. Dopo circa 300 metri, alla nostra sinistra,
proprio sul ciglio della strada, troviamo una bella fontana.
"Sa Funtana 'e Laonisa". Proseguiamo ancora in leggera discesa e dopo qualche
altro centinaio di metri, in corrispondenza di un'altra fontana.
"Sa Funtana 'e Paule"
. ecco un nuovo bivio.
Noi svoltiamo a destra e proseguiamo verso la
Chiesetta di Santa
Maria 'e Susu
. che si trova 200 metri più avanti, presso l’o monima località. A
Santa Maria 'e Susu
è dedicata una bellissima festa che coinvolge tutto il paese che si riversa nel sagrato
della piccola chiesa per allegre scampagnate e pranzi comunitari. La chiesa è certamente povera
nella sua semplice architettura contadina. Il minuscolo sagrato. con una rustica pavimentazione in
pietra, è coperto da un loggiato, realizzato successivamente alla struttura della Chiesa.
Sull'angolo sinistro opposto al portale, è stato murato un elemento che forse originariamente
formava una colonna.
Dalla Chiesetta proseguiamo in leggera salita per circa 350 metri ed al nuovo bivio lasciamo la
strada asfaltata, che a sinistra riconduce al paese, e proseguiamo a destra sullo sterrato, verso
la località
Canale, appena sotto le alture di
Ni ‘e
Crobu. Proseguiamo per circa un centinaio di metri e ad un nuovo bivio
svoltiamo a sinistra verso la località
Sa Corona
. In zona possiamo rifocillarci nell’area
picnic.
La strada prosegue in leggera discesa per altri 400 metri circa, fino ad un bivio.
Proseguiamo a sinistra più o meno per altri 250 metri. Il sentiero adesso volge decisamente in
discesa ed è stretto tra due muriccioli a secco.
Dal terreno affiorano rocce di granito rossastro .Una folta vegetazione ci consente di camminare all' ombra. Dopo circa mezzo chilometro di questo suggestivo tratto di sentiero incrociamo un impluvio in località Sa Corona .
Attraversiamo l’impluvio e procediamo sulla sinistra, verso il paese. Dopo circa 450 metri,
sulla nostra destra incrociamo il sentiero che conduce alla Chiesa campestre di
San Giacomo il Maggiore
, che sorge la dove una volta esisteva il villaggio di
Spasulè
, una ricca borgata tra
Sorgono ed
Atzara. Il villaggio venne abbandonato a cominciare dai primi decenni del 1600,
forse in seguito ad una pestilenza o all'avvelenamento dell' acqua delle sue fonti, e gli abitanti
si stabilirono a
Tonara ed in particolare nel rione di
Arasulè
. Alcune famiglie, però, come quella dei
Cadeddu, si trasferirono ad
Atzara.
I territori già appartenenti a
Spasulè
furono oggetto di una lunga contesa anche legale tra i Comuni di
Tonara da una parte e quelli di
Sorgono,
Atzara e
Samugheo dall'altra. La Chiesa dell'antico villaggio, che si trova attualmente nel
territorio di
Sorgono, è dedicata a
San Giacomo l'Apostolo il Maggiore
la cui devozione è di chiara origine spagnola. Del villaggio di
Spasulè
rimane oggi soltanto qualche brandello di muro diroccato, nascosto tra i rovi. La Chiesa
invece è stata ricostruita, tra l'altro in maniera molto accurata, dal Comune di
Sorgono.
Una piacevole variante al sentiero proposto può essere proprio una visita alla chiesetta che
dista dal nostro bivio non più di un chilometro e mezzo. Proseguiamo dritti verso il paese e dopo
quasi un Km incrociamo nuovamente la strada asfaltata che dal paese sale ancora verso la panoramica
località
Laonisa
. Noi svoltiamo a destra e dopo circa 300 metri raggiungiamo, dopo aver percorso ormai
più di 7 Km, la periferia del paese. Sulla sinistra, appena prima delle case un monolite di
granito, che vagamente richiama le sculture dell’
isola di Pasqua, attira la nostra attenzione. Ancora qualche centinaio di metri e
raggiungiamo nuovamente il centro del paese.